sabato 21 marzo 2009

E' il primo giorno di primavera...

La neve, la neve. Io la adoro. 
Mi riporta all'infanzia, all'unica volta che nel mio paesino d'origine (incontrollata) nevicò sul serio, e nessuno nel raggio di chilometri aveva uno slittino o simili, quindi via tutti per la discesa sui sacchi dell'immondizia. Mi riporta a quella bellissima scena di Kill Billそれは実際には服部Hanzo剣だった。, o anche: Era davvero una spada di Hattori Hanzo). Mi riporta a Lillo, il quasi-mio cane che correva felice sul prato nel suo bel mondo che sembrava fatato, non capendo cosa cacchio era quella robaccia che gli si attaccava al pelo. Mi riporta ai tempi in cui impazivo cercando di tenere il filo delle conversazioni di Lorelai Gilmore, stupendomi ogni giorno di più di quanto fossimo simili (ma mai come quanto sono simile a Grace di Will&Grace).
Quando esprimo questa mia adorazione, chi mi sta intorno mi guarda come se fossi pazzo. E' colpa mia se io non guido da anni ormai? E' colpa mia se voi siete aridi dentro? E' colpa mia se lunedì e martedì non passerò gli esami? (Beh, forse questo si).

Nonostante sia strettamente sotto esame, ieri sera sono ovviamente andato a giocare un pò a D&D. Ho scoperto che il mio ladro è da migliorare, ma non mi lamento. E che il personaggio di Mono, un vecchietto di 66 anni, morirà presto. E poi, ancor più ovviamente, sono andato in palestra, che ieri avevo saltato causa studio. E lì, ho rivisto dopo mesi il bellissimo Piazza di Spagna (che come intuibile, nel frattempo ha perso un bel pò di capelli). Come dicevo alla Datadadio, la mia futura collega palestrata, oggi c'era anche l'altro spagnolo figo, Fungòr, per il quale però persi interesse dopo aver notato che faceva la doccia scalzo.
Incurante dei consigli della Datadadio (che è anche la mia infermiera di fiducia) oggi ho fatto un pò di gambe in palestra, e come risultato mi fa un pò male la caviglia. Ma cazzo, l'ho storta più di 2 settimane fa, che cazzo vuole ancora? Farmi capire che la vecchiaia porta alla debolezza articolare?

Intanto fuori continua a nevicare, e io devo tornare alle mie mansioni universitarie. E devo anche prendere un pò di ghiaccio, per evitare che magari la caviglia mi si gonfi. 
Potrei aprire la finestra e prenderne un pò dal davanzale.
Adoro la neve.


"Un pò di neve non ha mai fermato lo s-spettacolare uomo ragno. D-devo ammettere, però... Che sto cominciando a rimpiangere di non essere stato morso da un orso p-polare radioattivo" (finale Marvelliano, era dovuto)

venerdì 13 marzo 2009

Io e la sanità italiana. E il crollo della teoria per cui odio i vecchi.




Bellissimo l'ospedale. Un'opera d'arte. Vetri a specchio, full-colored, la parete acquatica (la voglio nella mia futura casa!!!), proprio un bel lavoro. Se poi funzionasse anche, sarebbe il top.

Ho un problema di salute. Niente di grave, eh, però essendo ipocondriaco (non capisco perchè la Smy fosse stupita di questo fatto) e tendente alla depressione, ovviamente (nonchè maniaco dell'ovviamente, una parola che mi piace troppo usare, come anche le parentesi) mi ha buttato giù. Questo, di suo, solo per il fatto che ho questo problema.
Poi, c'è tutto il contorno. E' un mese che giro come una trottola (nel frattempo mi sono pure sfasciato una gamba. Piccolo OT: finalmente posso parlare sul blog anche di ciò che scrivo su Facebook. Ho fatto coming out con LaFrangia, vecchia compagna delle elementari! Ora, riprendete a leggere da: come una trottola -->) da un posto all'altro, da un ambulatorio all'altro, da un dottore scaricabarile ad un altro, e sono arrivato alla conclusione che:

1)Questa patologia è ovviamente nata con me.
2)I medici sono tutti degli stronzi.
3)Gli infermieri, consci della 2), sono tutti gentilissimi, da contraltare.

Allora, il risultato di un mese di giri, di paranoie, di tempo perso che avrei potuto usare molto più costruttivamente (ok, lo avrei passato su FaceBook probabilmente...) è stato che si sa benissimo cosa ho, non si sa quale sia il dottore deputato ad occuparsene, non si sa a quale branca specialistica devo chiedere, non hanno gli strumenti per fare certi tipi di cure, quindi mi operano. Ho dovuto richiedere la visita anestesiologica, e quello che doveva essere un lieve intervente ambulatoriale urgente è diventata una visita preliminare il 9 aprile. Fortuna che era urgente...

Depresso e ovviamente convinto che rimarrò sul tavolo operatorio stroncato da un'anestesia troppo invasiva, sono salito sull'autobus, dove un vecchietto sui 75 anni, (anche 74, via, non vorrei esagerare) ha cominciato a guardarmi in modo strano, e quando son sceso alla stazione si è avvicinato e mi ha chiesto se mi andava di andare a fare un giro con lui. 
Eppure son così fiero della mia patina esterna di eterosessualità. Mah. L'avrà capito dal fatto che non mi sono alzato a spaccargli la faccia mentre mi guardava? Mi è servito a ritirarmi su il morale. E mi è servita anche la vecchiettina che ho incontrato dopo, alla fermata del bus, che ha spiegato a 4 persone diverse come funzionavano gli autobus dopo la "rimodernizzazione" (è un casino orribile, non so come faceva sta vecchiarella a saper tutte ste cose: Non avrei detto neanche che fosse viva prima, a guardarla lì ferma in quel modo, dietro quegli occhiali da sole marroni di dubbio gusto). Un gesto di buonsamaritanismo che mi è piaciuto e che ho ripetuto poco dopo anche io, guidando un frate verso il bus più consono verso l'ospedale (e non c'entra il fatto che il frate era un gran figo, sui 30 anni al max, muscoloso, barba, capelli a metà fra rasato/spazzola).
Poi però quando sono salito sull'autobus, non ho continuato cedendo il posto ai vecchi che erano vicino a me. Magari non li odio, ma mi stan sempre cordialmente sul cazzo (come mi disse Chiara Iezzi, sorella di Paola parlando della Littizzetto). E poi oh, io fino a ieri portavo le stampelle.


"Sono un medico. Come te. E ho fatto un giuramento. Pensa a tutto ciò che hai fatto, Cecilia. Sei un chirurgo. E sai cosa questo vuole dire. Coraggio. Nervi d'acciaio. Sicurezza di sè. Autocontrollo. Come Dio, hai delle vite nelle tue mani. Usa queste tue capacità. Il talento che ne è alla base. E usali a tuo vantaggio. Sii un chirurgo" (finale Marvelliano, era dovuto)

venerdì 27 febbraio 2009

Pretesti

Scena: dopo cena a casa de La maga, lei lava i piatti, suona il telefono e: "Pietro non è che puoi prendermi il telefono?" Le avvicino il telefono all'orecchio, ed iniziano a litigare. Mentre io ascolto tutto tenendo il telefono in mano.
Ora sto scrivendo dal suo PC mentre lei lo richiama per fare pace, appena tornerà vedremo "Il favoloso mondo di Amelìe" che lei non ha mai visto (sacrilegio!!! Non potevo lasciare impunita cotanta svergognatezza).

In questi giorni ho avuto un piccolo problema. Ce l'ho ancora in realtà, ma credo si possa risolvere a breve (non chiedete, sarei più muto di Banshee dopo l'intervento di Mistica).
Mi ha gettato nello sconforto più totale. Come ho già scritto, ci vuole poco a deprimermi, anche se (magari in preda alla depressione) ho superato sempre indenne qualsiasi sfida che mi si è posta davanti.
Ma ieri, l'Asta Di Uno decide di farmi andare in palestra ad un orario ed in un giorno diverso dal solito, e una volta lì, dopo aver percorso la strada pensando incessantemente a quanto la vita fosse cattiva con me, trovo nello spogliatoio un ragazzo senza le braccia.
Mi sono sentito una merda. Non sono mai stato un sostenitore della tesi "Di che ti lamenti, c'è chi sta peggio!!", perchè ho sempre pensato che chiunque a questo mondo ha il diritto di lamentarsi costruttivamente per qualsiasi cosa, posto che cerchi di attivarsi per rimuovere la situazione che ha (e che non gli piace). Però, ripeto, il vedere questo ragazzo che pur nella sua condizione fisica era lì a sbattersi fra pressa e addominali, mi ha fatto riflettere su quanto ero stato coglione a preoccuparmi in questa settimana. che poi, per lui quel che ha fatto sarà stato normalissimo. E lo era in effetti. Magari è egoistico e cinico da parte mia, però sono felice di aver fatto questo incontro.

La maga è tornata, ora ci guardiamo il film.


"E se volessero semplicemente vivere una vita normale? Essere normali?"
"E' un lusso che non possono permettersi" (finale Marvelliano, era dovuto)

mercoledì 18 febbraio 2009

Abbasso Sanremo

Si, lo porto in Toscana.

A parte battute che in pochi capiranno e in pochissimi apprezzeranno, quest'anno ho visto quasi per intero la prima puntata di Sanremo (non tanto perchè, come tutti, volevo sentire 'sta fantomatica canzone di Povia, quanto perchè ero incazzato col mio ragazzo: si, le cose sono collegate più di quanto si possa comprendere).
Benigni. Io non lo sopporto. Quel suo essere sempre eccessivo per forza, quella comicità alla Jim Carrey dei poveri (almeno Jim Carrey me lo farei, e poi ha smesso di fare smorfie), quel suo recitare la parte del simpaticone che però sa essere profondo... Beh, ho avuto occasione di constatare che nella vita reale è una persona nettamente diversa. Comunque, quando ha parlato degli omosessuali, mi è piaciuto. Certo, melodrammatico e pomposo, discorso montato apposta per colpire lo spettatore medio anche se in maniera grossolana (in sostanza: "Nei campi di concentramento sono stati uccisi delle persone solo perchè amavano"), ma vista la causa, l'effetto e l'obiettivo, tanto di cappello. Che poi, secondo me se la canzone di Povia non fosse stata in scaletta, si sarebbe soffermato di più sull'umorismo spiccio che ha dedicato alla politica italiana (beh, fare un pezzo comico sulla politica italiana è come fare uno spot del gratta&vinci: Ti piace vincere facile??).
Poi arriva Povia. Con la sua canzoncina cretina e antimelodica, che se non altro ha il pregio di dire all'interno del testo che quella di Luca, prima frocio e poi convertito da una ragazza incontrata ad una festa (che ora sarà sicuramente contenta e cornuta), è solo una storia fra tante, poco indicativa riguardo l'omosessualità in generale. E per non rispondere alle eventuali domande di Bonolis, fugge dal palco lasciando un cartello: "Nessuno sa com'è fatto un altro".
Ma allora sei cretino. Che cazzo scrivi canzoni a fare, se poi per evitare o attenuare le polemiche, fai finta di non credere in quello che canti. Mah. Me lo immagino, se la canzone che l'ha fatto diventare famoso avesse suscitato polemiche, andare in giro a dire che i bambini secondo lui non parlano.
"La mia canzone è una storia vera, la storia che mi ha raccontato uno che non conoscevo sul treno".
Ora. Non so se questa cosa sia vera o no, ma... Mi torna difficile immaginare:

"Oh, ma tu sei Povia. Me lo fai un autografo?"
"Si certo. Come ti chiami?"
"Luca. Guarda, fammene uno pure per mia moglie, l'ho sposata dopo averla incontrata ad una festa, dopo esser stato qualche anno con uno. Ma sai, papà era assente e mamma era troppo apprensiva."

Mi viene più facile pensare a:

"Oh, ma tu sei Povia. Me lo fai un autografo?"
"Si certo. Come ti chiami?"
"Luca. Senti, perchè non mi segui nel bagno che ti stacco un pompino?"
"Uhm, beh sai, ma io non sono gay."
"Oh, neanche io, sono sposato con una che ho incontrato ad una festa."
"Ah. allora ok."

E mi risulta più facile pensare che sia andata così perchè in effetti sul treno si rimorchia che è una meraviglia. Vabbè, non badiamo al fatto che io giro sempre mezz'ora prima di sedermi vicino alle persone con il miglior rapporto ambiguità/bellezza.
Pubblico una canzone che mi ha fatto conoscere Paris, che accomuno a quella di Povia. Può sembrare ugualmente discriminatoria, ma non lo è. E' una canzone che prende atto della situazione che c'è oggi nel mondo. Senz'altro più reale di Luca era gay. Senz'altro l'avrei preferita alla sua se fosse andata al festival. Senz'altro, è stata cantata in una sagra di paese.




Bene, ho detto tutto. Stanotte,
pigiama-party con Awake e Zio topino.


"Eccoti la risposta, ragazza. Qualunque cosa facciamo, non ci accetteranno mai" (finale Marvelliano, era dovuto)

sabato 14 febbraio 2009

Mi viene da piangere

E forse tra poco inizierò.

lunedì 9 febbraio 2009

Where the hell is Matt??

Per caso in Youtube mi sono imbattuto in questo video.



Wow. Non so che tipo di emozioni mi ha uscitato. Un misto di meraviglia, rimpianto, speranza, nullificazione e un senso di appartenenza al tutto. 
Ed è solo un cretino che balla. Mi ci è scappata pure la lacrima.

Quest'uomo da oggi è il mio idolo.



Oh, si, è stato anche in italia.



Ri-wow. C'è una bellezza assurda in questi video.

>QUI in alta qualità.

giovedì 5 febbraio 2009

Onirico, back again

E' un casino di tempo che non scrivo più un post. E' che ho poco tempo, o meglio è che impiego il mio tempo al Pc in attività troppo cretine per essere menzionate. Tipo, aspettare che si ricarichi la stamina.

Stanotte ho fatto un sogno strano. Aggiungere tale aggettivo è ridondante perchè si sa che se io sogno qualcosa, allora è strano di sicuro, ma non tutti mi conoscono di persona, quindi siamo chiari (ecco, son razzista anche senza volerlo. Ma questa parentesi la capiranno in pochi)
Quindi. C'ero io che stavo tornando a casa, sera tardi, pochi lampioni qua e là che bagnavano la strada di luce stantia e opaca. Sapevo di essere in un film. No, non sognavo di essere un attore, sognavo, sapevo, di essere un personaggio inventato e che la mia vita dipendeva da quel che avrebbe deciso lo sceneggiatore. Non cedevo alla pazzia per due motivi: sapevo di poter conservare nella vicenda un piccolo ma fondamentale accenno di libero arbitrio, e conoscevo la trama del film. O meglio, sapevo che c'era un killer in giro che ammazzava la gente. Chi ero io? Ero il protagonista? Ero il poliziotto che dava la caccia al mostro? Magari ero il killer. O ero la spalla che sarebbe morta alla prima scena? Non ricordo molti particolari (a differenza di stamattina quando raccontai il tutto a Paris. Dovrei chiedergli cosa gli ho detto). Quel che ricordo è che avevo una paura fottuta di morire.
Quando sogno qualcosa, spesso mi immedesimo nel contesto fino a sprofondare completamente nella realtà che mi si crea in testa.
Ho sognato di essere padre e di avere un forte istinto paterno (sarei un padre molto apprensivo), ho sognato di sposare il fantasma irrequieto di una bambina di 12 anni morta il giorno del suo matrimonio con il signorotto della contea, ho sognato di essere innamorato perso di mia moglie (ed era amore vero! Me lo sentivo troppo addosso. Non parlo della fantasmina, era un'altra), e dulcis in fundo ho sognato di perdere la memoria e di provare un'angoscia infinita nel non ricordare nemmeno il mio nome. 
Praticamente è come se avessi vissuto davvero quelle esperienze, tanto erano reali e tanto sono rimaste così forti quelle sensazioni nei miei ricordi.
Forse il mio subconscio, rassegnato di fronte alla mia frocitudine, sta cercando di farmi provare quelle esperienze che sa che non vivrò mai in prima persona. Anche se, non so come faccia a sapere che non sarò mai ucciso da un serial killer ( o che non sarò mai un serial killer). 

Magari sono strollico, come mia zia, quella che legge le carte. In effetti io posso già vedere il futuro: un futuro senza figli che possano riempirti la vita, senza una famiglia che possa dargli un senso, senza un compagno che possa fartela godere.

Ma ora, adesso? Ora non va poi così male. Il presente è (im)perfetto così com'è, ho molto di quello che un gay di 26 anni possa desiderare. Beh, di quello che potrebbe desiderare un gay italiano di 26 anni, in Italia; ma non mi va ora di mettermi a scrivere critiche sociali.
Che poi, se son fortunato, neanche ci arriverò a 45 anni.


C'è una strana sicurezza nell'essere infelici. E' quasi confortante. Assumersi il rischio di andare avanti: è questo che terrorizza (finale Marvelliano, era dovuto. Non è del tutto in linea col resto, ma l'ho letto oggi ed è sorprendentemente somigliante a >QUESTO).


P.S.: Ennesimo incidente causa Apollonia. Nessun morto, due auto ferite gravi, un ragazzino spaventato più da quel che dovrà dire al babbo una volta tornato a casa che dall'inicidente in sè. Lo so perchè se son strollico, posso benissimo essere pure empatico.

lunedì 19 gennaio 2009

2 grossi scogli

Praticamente 2 sCoglioni. Speriamo di non affondare. Forza, forza, smettila di perdere tempo!

(Troppo criptico...?)

venerdì 16 gennaio 2009

Sono in anticipo sul ritardo altrui

Cioè, io sono in ritardo, ma tutti gli altri di più. Stasera si va tutti a cena dalla Maria al lago a festeggiare il compleanno del fidanzato di Paris.

Sono appena tornato dalla palestra, e ho scoperto una grande verità, rivelata dal fidanzato di Typhoid (si, è fidanzato, e pure con un ragazzo tanto carino e tanto dolce!!) che una busta di risotto liofilizzato (quello che si fa con 500 ml d'acqua) contiene esattamente 500 ml d'acqua!! E io che mi dannavo coi misurini.

Spike ha mandato un sms alla Tea (la mia nipotina favorita, n.d.r.) chiedendo a che punto fossero. Lui ha risposto (si, la Tea è un uomo) "Siamo quasi passive"
Mah.

domenica 11 gennaio 2009

Un sabato sera come tanti

...Passato a casa a studiare!

Che poi, alla luce di tutto quel che ho combinato oggi, mi conveniva andare a ballare, almeno magari vedevo >IL RUMENO .

Ormai ho perso del tutto la voglia di studiare. Come Scott dopo la prima morte di Jean, ho solo voglia di "give up" (che non vuol dire, come pensava sconvolto Awake, di prenderlo: give up = arrendersi). Lui alla fine è tornato, ma Jean era resuscitata. Poi dopo un pò è morto. Poi è resuscitato ma è rimorta lei. Poi è resuscitata ma lui stava con un'altra, e quindi è ri-rimorta.
Si, ho riletto l'elegia di Jean Grey oggi pomeriggio. Oltre ad aver tentato di mettere a posto la stanza (giuro!!), ad aver fatto sesso con me stesso un 3 o 4 volte (complici Cam4 ed Eric Evans), ad aver visto Peter Pan (ma senza senso di colpa perchè nel frattempo ho cenato. Ma che bel film che è) e ad aver finalmente visto la prima puntata della settima serie di Scrubs (per questa, un pò mi sento in colpa. Ma suvvia, son solo 21 minuti!!)

Mi sembra di non esserne più capace. Sono lontani quei tempi in cui in un weekend mi facevo 200 pagine di programma. Sarà che sono invecchiato, sarà che mi sono stancato di stare sopra i libri, sarà che sarà della mia vita chi lo sa, ma non ci riesco più. Sto lì sopra a cercare di ficcarmi nella testa perlomeno i concetti essenziali, ma niente, ho solo rimediato un mal di testa. Mi cadranno i capelli più in fretta. Che mia madre poi, santa donna apprensiva, mi ha pure comprato della roba anticaduta da mettere sullo scalpo, che ovviamente non ho ancora mai usato (come la crema antirughe di Sly, di cui però sento sempre più il bisogno).

Lunedì ricomincerò ad andare in palestra, e la mia vita riprenderà una parvenza di regolarità.
Devo ricomprare i bombi.
Prendo lunedì come nuovo starting point.
Il mio telefono non funziona più bene, ma non credo derivi dalla caduta.
Dopo la caduta, ho deciso che si chiama Milica Miletic.
Ho rifiutato un'offerta di lavoro per avere più tempo per studiare.
Ho sonno. E freddo.
Spero che i 624 euro di bolletta dell'acqua siano solo uno scherzo di Typhoid.

Questo blog sta diventando ripetitivo.


"Vivi Scott, vivi... Io non faccio altro che morirti addosso" (finale Marvelliano, era dovuto)

giovedì 1 gennaio 2009

Buon (Hic!) Anno!!

L'ho passato più morto che vivo. Però mi sono divertito, grazie all'alcool e alle persone con cui ho condiviso la serata. Alcool, che, non nell'ordine, mi ha spinto a:

.Intonare la seconda, sconosciuta da tutti, strofa della canzone dei due coccodrilli e di Noè
.Far piangere il mio ragazzo
.Defecare in un bagno dov'era presente un'altra persona
.Leccare delle tette (ma questo lo faccio anche da sobrio)
.Baciare Sara
.Baciare Sonia
.Baciare Deborah (ma questo lo faccio anche da sobrio. Le tette che ho leccato cmq non erano le sue)
.Baciare Claudio
.Baciare Marta
.Baciare il ragazzo di Marta (ok, non è il suo ragazzo)
.Passare un'oliva a quest'ultimo (leggi: pomiciare)

Dopo aver vomitato anche l'anima, mi sono addormentato sul letto della padrona di casa accanto a Marta, al suo non ragazzo, ad una che avevo appena conosciuto e al ragazzo di lei, incazzato perchè lei non voleva vomitare.
Ma son stato di un bene. Auguri.

martedì 30 dicembre 2008

Indistruttibile come un Nokia

E' così che mi piacerebbe essere. Come il mio telefono, che avendo sgrullato la tovaglia (sgrullare è italiano o dialetto?) fuori dalla finestra si è fatto un volo di 3 piani, e non si è neanche spento. A parte che se lo facessi io un volo di 3 piani, difficilmente mi rialzerei poi in piedi, ma il fatto è che per farmi a pezzi a volte basta proprio poco.

L'occhiata di compassione di un amico. La lontananza di una persona. Un Ti Amo senza risposta.

So di essere una persona forte, so di poter superare tutto o quasi (e lo so per esperienza), ma forse a volte me ne dimentico. A volte non riesco ad attingere a quel che ci vuole per superare una determinata situazione, pur sapendo che quel qualcosa è lì dentro di me da qualche parte.
E a volte penso anche di aver bisogno di sentirmi a pezzi. Se non altro, è l'unica razionale spiegazione che riesco a darmi: la sensazione di impotenza, quel lasciarsi andare perché ormai non si può cambiare più quello che è, quel che è stato fatto, quel che si è, è a tratti più accogliente del continuo lottare contro tutto per riuscire a "stare bene".
Boh, non so se mi sono spiegato, ma a me succede. Più spesso di quanto dovrebbe.

E oltretutto, stasera non ho fatto sesso, causa crisi d'astinenza da carte. Mah??


"Abbiamo già fatto questo gioco. Potremmo andare avanti fino a ridurdi entrambi a dei grumi sanguinolenti. E continueremmo lo stesso a combattere".
"A me sta bene. Purchè i miei grumi non si mischino ai tuoi" (finale Marvelliano, era dovuto)

martedì 23 dicembre 2008

Buon Natale, buon anno, buon tutto. Fate Vobis




...Si, buon Natale proprio. A me, per ora, è costato un botto solo di regali.
Ma dai, su, però non mi lamento, pensavo in questi giorni che se la mole di persone a cui regalare qualcosa era aumentata, poteva solo significare che sono aumentate le persone a cui voglio bene e a cui tengo (se escludiamo i regali di cortesia, ma quelli sono un altro conto).

In realtà ho ben poco da scrivere o da dire, soprattutto col cervello obnubilato dal sonno alle 4:30 di notte, ma visto che da domani salirò a casa (leggi: quel posto dove ancora mantengo, chissà perchè, la residenza) dai miei e sarò senza internet volevo aggiornare un pò il blog, che dopo l'esame ho troppo trascurato.
L'esame tra l'altro è andato male, ma nello stesso giorno ho preso un 28 e non mi sono certo andato a lamentare (si, ok, mi sono lamentato tutto il giorno in verità, ma cazzo! Avevo studiato! No, sul serio intendo!)

Tempo di bilanci, sta finendo l'anno.
Mi ritrovo sempre a chilometri di distanza dall'obiettivo laurea (in realtà mi sento come uno che dovrebbe distruggere i rossi o conquistare 24 territori, e invece si è preso solo l'Oceania e gode dei suoi 2 carri armati a giro).
Mi ritrovo sempre col trippozzo da alcolizzato, nonostante diete, palestra, addominali, addominali, addominali (ne faccio tanti!!) e una mancanza assoluta d'alcool che quasi ho nostalgia per Antonio Vino. Però in compenso ho scoperto che la mia palestra è really friendly. Mi spiego: non intendo che è piena di froci, quello è ovvio in quanto si tratta di una palestra e in quanto tale è frequentata quasi esclusivamente dai finocchi (così va il mondo, care povere pulzelle che vi struggete per rimorchiare in palestra; che poi con quei culoni che si sbattono sulle cyclette e sui tapis roulant, vi mettete pure i fuseaux attillati? Ma siete cretine! Vi sta bene, non siete degne di rimorchiare!! Comunque, dicevo:) intendo che l'accettazione dell'elemento omosessuale è degna di nota, anche all'interno del club del muscolo sbisunto (basti riportare una fuggevole frase in spogliatotio di Pelatone, etero convinto, a Mayonese, sfranta nell'animo ed ex fiamma di Dom: "Dammi un voto al pisello")
Mi ritrovo sempre meno attivo sul fronte lavorativo, dato che ho dato (ho appena usato una figura retorica?) un taglio alle entrate per avere più tempo da dedicare allo studio (leggi: ho scaricato Shayia e sto già al 20esimo livello con un elfo arciere).
Mi ritrovo sempre a dire di voler riabilitare Jeansy agli occhi del mondo, ma non l'ho ancora fatto.

Ora ci andrebbe il consueto piangersi addosso, le autocommiserazioni, il vittimismo e la depressione. 
E invece no! Ma la sapete una cosa? Ho una nuova filosofia, supportata ovviamente dall'Asta Di Uno: Chi cazzo se ne frega!!! 

Buone (e spensierate) feste a tutti!


Non mi sto lamentando dei risultati. Non mi lamento affatto (finale Marvelliano, era dovuto)

mercoledì 10 dicembre 2008

Casa dolce casa

Avere un coinquilino con una personalità da Diva (bonariamente) ed averne un altro con 3 diverse personalità (un pò meno, ma sempre bonariamente) a volte non giova all'armonia della casa.

Typhoid: "Hai rotto i termosifoni, alzando la temperatura"
Paris: "Ma solo per 10 minuti l'ho alzata"
Thypoid: "Anche a Cogne sono bastati 10 minuti"
(OT: L'draulico non viene perchè è un lavoro da elettricista, l'elettricista non viene perchè non è abilitato ad aprire le caldaie. Stiamo al freddo, punto).

Uno dice: ma potrebbe essere una battuta estemporanea! E invece:

Pietro: "Ma ti pare che dobbiamo litigare per queste stronzate?"
Typhoid: "Olindo e Rosa hanno sterminato una famiglia per stronzate come queste"

Derivazioni da incontrollate visioni di Matrix e Porta a Porta, o velate minacce di morte? Mah. Io so solo che Paris ora cerca di passare a casa meno tempo possibile.

Io cerco di tenere gli occhi aperti, prima del prossimo: 
"Faccio una festa"
"Non lo sai com'è finita la festa di Meredith?"


"Stai attenta a quel che dici, cocca" (finale Marvelliano, era dovuto)

mercoledì 3 dicembre 2008

Le cose che si scoprono alle 8 di mattina

Stamattina mi sono alzato alle 8 e dieci. Un evento. Sono mesi che programmo l'alzata mattutina (per i maliziosi, segnalo che quella è sempre stabile, anche se non programmata) ma mi sveglio sempre all'ora di pranzo, complice il nuovo coinquilino Paris, che sa che deve far casino con le scodelle così mi alzo e pranzo. Che poi Paris fa casino con la tazza del latte e la macchinetta del caffè, perchè anche lui si sveglia all'una come me ma invece di pranzare fa colazione.

Stamattina, dopo tanto tempo, anche io mi accingevo a fare colazione, con il latte che appunto Paris mi aveva detto che mi avrebbe prestato ieri sera per stamattina (la grammatica discordante di questa frase non è del tutto voluta). Latte che era scaduto.

Devo andare a fare la spesa, e se non mi vesto entro breve (sto scrivendo al pc coperto da capo a piedi da coperte di pile, una delle quali ha un nome proprio: Domenica) congelo, senza contare il fatto che rischio di condannare all'improduttività studiereccia una giornata stranamente iniziata bene, oltretutto con Katy Perry in sottofondo con il suo nuovo video (quello con gli sposi, magari sarà in onda da mesi, ma io che ne sò?). 

Da ieri sera a stamattina, mi è venuto il raffreddore, ma mi ostino ad affermare la benevolenza di questa mattinata quando apro i fazzoletti che mi ha dato mammà la settimana scorsa e mi soffio il naso: Morbidezza anti-arrossamento, burro di karitè e aromatizzati al miele. Un tripudio per le narici. Ho ringraziato i produttori di fazzoletti di tutto il mondo, rendendomi conto che dall'ultimo raffreddore l'industria fazzolettifera ha fatto un notevole balzo in avanti. Chissà quante altre cose mi sono perso. Magari la carta igienica alla menta che ti dà quella piacevole sensazione di freschezza (che non comprerei perchè costerebbe troppo. E su, alla fine è solo carta da culo!)

Aprendo un attimo >PET SOCIETY (oh, adesso spesa, poi palestra, pranzo, lezione, lavoro... Quando me la facevo la visita giornaliera delle amicizie??), ho realizzato anche un'altra cosa (oltre al fatto che ora Vista mi segnala Facebook come sito di Pishing, che non è una pratica sessuale): è Natale.
Non nel senso: oh, che bello, il Natale è vicino, le feste, i regali (le spese).
Ma nel senso: cazzo, sono 12 mesi che non passo un esame, tra 2 settimane ho 4 appelli.
Ma neanche questo mi ha turbato, ho gli esami pronti da ripassare e la classica sicurezza che riuscirò a farcela ("classica", perchè l'ho avuta per tutti i 12 mesi sopracitati, la sicurezza di passare l'esame che andavo a fare/dare).
E comunque, mi piace troppo, Pet Society. Maledetto Facebook.
Su, non sono ancora le 10. Oggi ho quasi il doppio del tempo che ho di solito. Da perdere.


"Che stai facendo?"
"Gioco. Quello che vuoi tu... Sembra lavoro. Io non voglio lavorare... Voglio vedere il mondo" (finale Marvelliano, era dovuto)

P.S.: Non riesco più a mettere gli interlinea nascosti, quando vado a leggere sono lì in bella vista. Ma perchè?

sabato 29 novembre 2008

Un grande ritorno

Dopo mesi di tranquillità la curva maledetta è tornata a colpire. Ho appena visto i resti. Sam è arrivata oggi pomeriggio e per poco non stirano pure lei!!
Ho deciso che la curva maledetta da oggi si chiamerà Apollonia.

mercoledì 26 novembre 2008

Ma che vuol dire "Abiura di me"?


Di Caparezza non si può certo dire che non sappia fare uno show. Anche io come migliaia di persone stasera sono andato al concerto gratuito al palazzetto dello sport. 
Sinceramente, pensavo Caparezza tirasse meno, però in effetti era gratis (cioè il costo dell'entrata era quello di una donazione spontanea ad Emergency, quindi credo che l'omino che vendeva la porchetta fuori abbia guadagnato molto di più). Io di mio (Caparezza non mi piace) ho cominciato ad appassionarmi al concerto dopo aver visto uno sketch su Ms. PacMan che tradiva PacMan con Blinky (il fantasma rosso: ho appena scoperto che i "fantasmi" di PacMan in realtà erano omini con dei lenzuoli addosso). Non conoscevo praticamente quasi nessuna canzone, ma mi sono divertito grazie ai vari intermezzi comici.
Standò lì seduto a guardare il concerto, ho realizzato definitivamente di avere ormai una certa età. No, no, non è il solito piangersi addosso perchè mi sento vecchio, è una riflessione pacifica che ho fatto mentre osservavo il mio comportamento e quello degli altri intorno.
La gente entrava ed usciva per comprare da bere (dal porchettaro di cui sopra) mentre io pensavo agli effetti deleteri dei liquidi sul pavimento del palazzetto. Saltava e cantava a squarciagola mentre io pensavo al Gap generazionale fra loro e il cantante di cui sono fan (e anche al fatto che, secondo i canoni di Caparezza, il 98% dei presenti stasera rappresentava feccia). Anche il mio ragazzo si è alzato a saltare quando ha sentito non so quale canzone mentre io pensavo agli effetti sulla salute dei presenti della nube di fumo che permeava l'ambiente.
Quindi in definitiva, non sono stato male... Ma vuoi mettere con una partita a >S.P.Q.RISIKO???


Comincio ad essere troppo vecchio per questo genere di cose... (finale Marvelliano, era dovuto)

domenica 16 novembre 2008

Stamo sempre lì...

Vi capita mai di mettervi a letto, stanchi morti, e di non riuscire ad addormentarvi perchè pensate alla vostra vita, ai vostri traguardi, ai vostri successi, gli insuccessi, alle persone che se ne sono andate, a quelle che sono rimaste, insomma, di raggiungere la fase REM in preda alle seghe mentali? A me succede spesso.
Quindi cerco soluzioni (che poi non applico), escogito situazioni (che poi non realizzo), faccio buoni propositi (che poi non mantengo).
Ma perchè? Dove andare a scavare per trovare una giustificazione a quest'apatia sfrenata? A questa continua mancanza di rispetto verso chi mi paga gli studi e vorrebbe risultati? A questo menefreghismo quotidiamo per quelle cose che poi scopro essere davvero importanti solo la sera tardi sotto le coperte (per poi dimenticarmene la mattina dopo)?

Un giorno ho messo a lato del blog il testo scorrevole di una canzone, pensando: ecco, ora che ho trovato questo sito metterò ogni volta una canzone diversa a seconda del mio stato d'animo.
Ma la canzone è rimasta quella, come è rimasto attuale quello che dice.

In sostanza:
Non è colpa mia, è colpa degli altri, nessuno mi aiuta, tutti ce l'hanno con me, sono sfortunato e le circostanze mi danno continuamente contro, nessuno mi capisce, mi odiano tutti, ormai è tardi, non farò in tempo, eccetera.
Ma poi: queste sono solo scuse cretine, datti una mossa e smetti di farti seghe mentali. Scemo.

Ecco, cerco ispirazione continua da queste parole (non che ci volesse Alanis per farmelo capire, sono cose che ovviamente ti ronzano in testa da sole) ma non ho quel qualcosa che serve per rendere reale quello che penso. Per realizzare quello che dovrei fare.

Ma quanto sono coglione?
Da domani cambia tutto.
Come no.

venerdì 7 novembre 2008

Razionalizzando...

Volevo rispondere aggiungendo un commento nell'ultimo post... Invece preferisco farlo aprendone uno nuovo. 
In seguito allo sfogo di cui sotto, le vostre risposte sono state molteplici e tutte positive e adorabili. Non mi era mai successo poi di ricevere una marea di sms dopo aver scritto qualcosa sul blog (anche da persone che non mi sarei aspettato, cosa graditissima).
Un grazie a tutti, e anche io vi voglio bene. Tanto. Anche se non sono sempre (o meglio quasi mai, orso come sono) capace di dimostrarlo, anche se ci vediamo poco (non è che tiro le sòle, spesso le circostanze mi danno contro!!), anche se per una cazzata o per l'altra vi ho trascurato per un certo periodo (cercherò di rimediare. O almeno saprete che tenterò di farlo). O anche se non ci conosciamo proprio e la nostra è un'amicizia prettamente telematica.
AmoVi.

Tenetevi sto post come l'oro voi che mi conoscete, perchè è notorio che non sono avvezzo a tali esternazioni.


giovedì 6 novembre 2008

Paranoie da quindicenne

Se c'è una cosa che mi fa veramente paura, quella è la solitudine. Il pensiero un domani di essere solo (e da omosessuale, so che la probabilità è più alta che per qualsiasi altra categoria di persone) mi terrorizza. Mi vedo 50enne in casa mia, la domestica che viene una volta a settimana a rassettare e che io aspetto con ansia per fare 2 parole, mi vedo preda di un infarto e vedo il mio corpo marcescente che viene ritrovato solo quando comincia a puzzare. Mi vedo mentre sfoglio la rubrica (sarò certamente molto più tecnologica di quella che sto immaginando adesso) e mi vedo pensare di non poter chiamare quelle 4 persone di cui ho ancora il numero perchè ormai abbiamo perso i contatti da tempo. Mi vedo in chat su internet a cercare di rimorchiare ragazzini gerontofili per fare un pò di sesso (o magari, ragazzini arrivisti o mercenari).
Sono la classica persona che non si sente pienamente tua amica finchè la cosa non viene chiarita. Quel tipo di persona che se non la inviti esplicitamente a cena non viene perchè ha paura di essere di troppo. Che se organizzi qualcosa senza dirglielo si offende a morte e la prende sul personale (affrontando la cosa con depressione però, anzichè con rabbia. Non è molto da me non arrabbiarmi in effetti).
Come stasera che i miei amici sono tutti in giro (compreso il mio ragazzo) e io, che non vedevo l'ora di uscire con qualcuno dopo il lavoro e una giornata troppo inquadrata, sono da solo a casa perchè non ho avuto la faccia di chiamare qualcuno per fare qualcosa.
In questi momenti mi sento troppo fuori dal mondo, isolato, comincio a pensare di non avere nessuno attorno che mi voglia bene, che è troppo tempo che non mi arriva un sms, che la gente sta meglio senza di me... Tutte quelle cazzate da insicurezze infantili insomma che la mezza parola di un amico spazzerebbe via in un attimo.
Ma in questo momento (e se non fosse così, non avrei avuto bisogno di sfogarmi con un blog) non c'è nessuno che me la dica, quella mezza parola.

mercoledì 29 ottobre 2008

Grazie!!!!

A sorpresa, anche se vari indizi avevano fatto nascere un lieve sospetto (leggi: sicurezza assoluta) un template nuovo nuovo fatto tutto da Awakening, il mio carissimo amico artista (che ovviamente all'inizio, per la legge inversamente proporzionale che domina le mie prime impressioni, mi stava abbastanza sul cazzo) del quale vi invito a visionare le opere >QUI (se siete troppo pigri per cercare il link a destra). 
Grazie!! E' bellissimo!!!

E' un enorme uomo di metallo, ma la sua è l'anima di un artista (finale Marvelliano, era più che dovuto)

lunedì 27 ottobre 2008

Come passa il tempo...

Più o meno 73 mesi fa quello che ora non considero più neanche il mio ex mi mandò a conoscere un ragazzino represso di appena 18 anni per cercare di convincerlo a fare sesso in 3 (non era palese allora, ma col senno di poi capii che intenzioni aveva).
Incontro 'sto sbarbatello, bassino, abbronzato, abbastanza sfatto (eh si, era sfatto, spettinato e con qualche chilo di troppo), e all'inizio non mi disse niente in termini di attrazione.

Meno di 2 mesi dopo, lascio quello che non considero più neanche il mio ex per uno che non considero neanche una mezza storia. Nel frattempo, a sua insaputa, uscivo pure con lo sbarbatello, perchè mi attizzava il fatto che per lui fossi il primo. Quando il manco mezza storia scoprì il fatto, mi impose una scelta, e chissà perchè io scelsi lo sbarbatello.

Oggi sono 5 anni che stiamo insieme.
Per dovere di cronaca (...), aggiungo che lo sbarbatello nel frattempo è diventato un figo.

So, in cuor mio, che io e te siamo sempre stati fatti per stare insieme (finale Marvelliano, era dovuto)

lunedì 20 ottobre 2008

Nostalgia della terrra natìa??

Scorci di folklore e di personaggi caratteristici direttamente dalla conca ternana:
A voi Annarosa, dei pluripremiati (ma dove? Ma da chi??) Altoforno

                                                                  


T'hanno visto anche a tempi moderni
Hanno detto "Ecco quello de Terni"
Sei arrivato sui tuoi tacchi a spillo 
"Siamo donne" intonava Jo Squillo
La mini e quel tuo toppe bblu
Gianfranco nun te chiami più
Non riuscivi a accettare il tuo corpo
Te piaceva la carne de Porcu

Esse ddonna è una cosa normale
Diventacce te pija un pò male
Fino a ieri guardavi Biscardi
Mò t'abbracci cò Daria Bignardi
Tù nonno lungo aveva visto:
"Che jemo fatto a Gesù Cristo!!!"
Dà sta storie de certo uscirai
Ce faremo una birra all'Hawaii

E intanto il tempo se ne va 
E mo te fai chiamà Annarosa
Te metti a sede pè piscià
La vita è tutta n'andra cosa
La picchia che gran novità
Doppo la cura cò l'ormoni
Le puppe a pera han preso già
Lu posto de li cojoni

Si tu padre gridava al malocchio
Che scuperta lu fijo finocchio
Beh tù madre s'è pure commossa
Dopo che t'hanno assunto commessa
Nun c'hai più peli su le cosce
Li tanga venni a le bardasce
E stasera esci cò tu regazzo
Nun pò crede che lì c'era il cazzo

Capace c'hai ragione tu
Che hai appeso al chiodo li cojoni
La picchia certo te darà
Un sacco de soddisfazioni
Senza problemi a rimorchià
Te basterà uscì da la stanza
Così acchittati nun sarà
Difficile fà strusciapanza

E intanto il tempo se ne va
E mò te fai chiamà Annarosa
Te metti a sede pè piscià
La vita è tutta n'andra cosa
Senza problemi a rimorchià
Te basterà uscì da la stanza
Così acchittata nun sarà
Difficile fà strusciapanza

venerdì 17 ottobre 2008

Io adoro Gennaro Ivan Gattuso. E anche voi, CAPITO???

Gennaro Ivan Gattuso (recentemente ho scoperto il suo attizzante secondo nome) nasce il 9 gennaio 1978 a Corigliano Calabro (abitava vicino a due miei ex coinquilini che odiavo). 
Il passione per il calcio nasce nel piccolo ringhio in tenerà età: a 12 anni (dopo essere stato scartato dal Bologna) comincia una lunga militanza nel Perugia:


...Dove riuscirà a far notare tutte le sue qualità (nel 1997 viene eletto miglior giocatore dell'anno).
Seguirà una parentesi scozzese (con i Rangers di Smith) durante la quale conoscerà Monica, la sua attuale moglie (STA STRONZA!!! Sappi, Monica, che sei la moglie di calciatore più invidiata dopo la Posh).
Tornato in Italia, dopo un breve periodo con la Salernitana, approderà in pianta stabile nel Milan:

...In effetti, all'inizio 'n'era 'n fiore. Certo, poi è migliorato...

...Comunque, noi abbiamo notato Gattuso sul campo non proprio per le sue qualità di giocatore...







...Che a quanto pare non sono sfuggite neanche a famosi pubblicitari e al marketing in generale:





A me st'omo me fà morì. E' un figo assurdo, è simpatico, è un broccolone. E' sempre semplice, schietto, solare. E quando guardate le sue partite, non pensate che non faccia mai un cavolo perchè non segna (si lo so, siete froci quindi il calcio lo sapete valutare solo tramite lo standard "dentro" oppure no...), Rino è un giocatore indispensabile per la nazionale e per il Milan, rincorre qualsiasi avversario, percorre decine di kilometri a partita, recupera centinaia di palloni. E' un grande!! Chiudo con un estratto dalla Gazzetta by Gianluca Favetto:

“Rino Gattuso, grazie per la faccia che ci hai lasciato. Con quella barba che sembra una striscia di moquette, quella bocca che sembra una smorfia, quegli occhi che sembrano brace, quella fatica antica che, serrando insieme fronte, mascelle e mento, sembra un broncio. Non una fatica operaia, ma una fatica contadina. Una fatica da aratro in gita sui campi da calcio, strumento che solleva e ribalta la terra, la muove, la anima, la prepara ai semi e ai futti. Una faccia che la possono anche stampare su una rivista patinata, ci pensa lei a spettinare la foto. Ricorda sempre da dove veniamo: per questo sta bene nella nostra memoria, per questo è l’immagine del nostro futuro. Se la faccia, come dicono, è lo specchio dell’anima, voglio quell’anima lì, gattusa.”

Mi spiace, ma per quanto abbia cercato, foto di Gattuso nudo proprio non se ne riescono a trovare. Fatemi sapere, se qualcuno ci riesce...

Sono il migliore in quel che faccio (finale Marvelliano, era dovuto)



Aggiornamento dell'ultimo minuto:


mercoledì 15 ottobre 2008

Avecce li sordi

Ma piantiamola con questa fregnaccia che i soldi non fanno la felicità. Tutti a farsi il culo per l'università, per trovare un lavoro che dia il massimo (in termini remunerativi) e poi mi si esce fuori con la stronzata che i soldi non sono niente perchè non fanno trovare l'amore, la soddisfazione, la salute, la gioia di una famiglia...
Non è vero.
Se hai un casino di soldi, è molto più facile essere in buona salute. Se non altro, puoi arrivare facilmente e primariamente alle cure migliori (e anche finanziare la ricerca per la tua determinata malattia, ma soprassediamo).
E' più facile trovare soddisfazione, scopo e determinazione nel lavoro. Con un capitale iniziale ed un basso fattore di rischio (del tipo: se non riesco e perdo tutto quello che ho investito, 'sti cazzi, tanto c'ho i soldi) è sicuramente più semplice gettarsi nel mercato. E con tutti i soldi che ho, potrei anche pagarmi prima dei corsi formativi e dei master per applicarmi al massimo nella mia futura professione.
Il punto dolente è quello che riguarda il lato affettivo. L'amore. I soldi non ti fanno trovare l'anima gemella, e se mai fosse così, sarebbe una cosa falsata, quella persona non amerebbe te in quanto persona ma in quanto detentore di un patrimonio berlusconiano (oh, se dobbiamo immaginarci ricchi, facciamolo per bene). Può essere vero. Ma non è forse vero che avendo molta disponibilità pecuniaria, le occasioni per incontrare persone si moltiplicano a dismisura? Per dire, è risaputo che in vacanza si è più disinibiti, e se sei pieno di dindi puoi passarti tutti i weekend a Ibiza, tanto per fare un esempio. O a Mikonos. O a Gran Canaria. O più semplicemente a Torre, ma non focalizziamoci solo sugli aspetti froci della questione. In ambito vacanziero è più facile abbordare una persona che poi, sotto la superficialità del caso, può rivelarsi quella "per la vita". O anche solo un buon amico, riducendo il tutto e applicando quello che ho scritto anche ai rapporti di amicizia. E quella della vacanza è solo una situazione: se sei ricco, puoi andare più spesso in discoteca, girare luoghi, insomma avete capito quello che intendo. Non è che avere soldi = trovare il fidanzato perfetto, però aiuta. E molto. Metti che le tue fattezze non ricordino proprio quelle di un Raoul Bova o un >MARCO DAPPER, o più semplicemente di un >GATTUSO (ok, questo è personale), se hai i soldi puoi cercare di migliorare molto più semplicemente ed efficacemente di una qualsiasi persona che per coprire l'acne magari usa il fondotinta. Tzè, tu pieno di dinero puoi prendere in un attimo il tuo jet personale e farti fare un intevento col laser dai migliori Nip&Tuck che esistano.
Poi c'è chi mi dice: i soldi non mi farebbero volare, perchè per me è quella la felicità. Beh, a parte che la cosa è opinabile, perchè con la tecnologia di oggi si può fare quasi tutto (e tu, ricco possidente, ovviamente hai fondato il tuo impero sulle nuove tecnologie. Ma anche se non l'hai fatto, con tutti i soldi che hai puoi arrivarci lo stesso). E poi, se la felicità è arrivare ad avere cose impossibili da avere in qualunque ambito esistenziale (e se avete bisogno di argomenti metafisici e soprannaturali per confutarmi) allora rinuncio, vuol dire che siete arrivati alla frutta. Quindi bevete il caffè, pagate il conto e, vu e la vù machina, gite affanculo!! (finale Apomattiano, non che fosse dovuto ma ci sta bene ^_^).