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lunedì 22 giugno 2009

E' finito il calvario...?

Ok, questo è bello lungo. E' il mio "diario della salute" degli ultimi mesi.

Sul finire di febbraio:
Ricevo una telefonata di un mio caro amico. "Amica, sono disperata! Ho sta malattia qua..." e me ne elenca i sintomi. Capisco di avere anche io gli stessi sintomi e decido, tanto per essere sicuro, di fare una visita.

Venerdì 27 Febbraio:
Vado dal dottore studentesco per farmi vedere. Non è la prima volta che ci vado, essendo come risaputo abbastanza ipocondriaco. Alla reception:
"Eh, no, il servizio è stato soppresso".
"Ah. Allora uno studente fuori sede che deve fare?"
"Eh".
"Eh che?"
"Eh, Boh. Chieda alla Asl".

Alla Asl mi dicono di andare dal dottore degli immigrati (che a loro, il servizio non è stato soppresso) e di chiedere a lui. Quando arrivo, ovviamente all'altro capo della città, trovo quel dottore studentesco che erogava il servizio che è stato soppresso. Si vede che curare gli stranieri rende di più.
"Le devo richiedere una visita specialistica. Però se la vuole far presto, le consiglio di farla fuori da Perugia, ma comunque nella provincia" (non posso rivolgermi al mio dottore di famiglia perchè non si trova in provincia).
Al cup, mi danno appuntamento x lunedì, a mezz'ora da Perugia. Euro 16,32, senza mastercard.

Lunedì 2 marzo:
"Uhm, si, diciamo che la patologia è questa. Però ho bisogno del parere di uno specialista diverso. Si faccia segnare questa visita". Altri 16,32.

Mercoledì 4 marzo:
"Ok, per ora non è grave, ma potrebbe diventarlo. Chieda all'altro specialista cosa si può fare".

Giovedì 5 marzo:
Cado dalle scale, ci rimetto una caviglia. Mamma a tutt'oggi dice che mi farà male x tutta la vita.

Venerdì 6 marzo:
Dopo aver passato il pomeriggio in giro, sempre più zoppo, Mono e Awake preocupati decidono di portarmi al pronto soccorso. Servono le stampelle, che conoscerò all'indomani: le fide Cionca e Tronca.

Lunedì 9 marzo:
Torno dal primo dottore, quello fuori città: "Beh, se le cose stanno così, io non posso fare molto. Deve chiedere da quest'altra parte. Comunque è una cosa semplice, ambulatoriale. Io però non ho gli strumenti adatti". E mi fa una richiesta URGENTE. Parola che ho scoperto essere molto relativa. Stampellato, vado nella farmacia più vicina a far la richiesta. Hanno i macchinari rotti, "Ripassi domani".

Martedì 10 marzo:
"Ah, ma questa è urgente. Non deve venire da noi, ma andare direttamente all'ospedale, non serve richiesta. Ma ormai è tardi, vada domani".

Mercoledì 11 marzo:
"Ah, ma questa richiesta noi non possiamo considerarla urgente. Vada di là".

"Ah, ma questa non è roba nostra. Noi non ce ne possiamo occupare. Dovrebbe andare di là".
"Guardi che da lì mi hanno mandato qua".
"Ah. Allora doppiamo operare". Operare? Ma era una cosa semplice, ambulatoriale. "Con anestesia totale". Si faccia dare un appuntamento per la visita anestesiologica.
Me la danno per il 9 aprile. Alla faccia dell'urgenza. Urgenza, che era stata decretata al fine di evitare l'operazione.

Giovedì 12 marzo:
Decido di andare da uno specialista privato. Mi danno appuntamento per la settimana dopo, perchè il dottore c'è solo il giovedì (che culo!!) ma è già andato via.

Giovedì 19 marzo:
"Anestesia totale? No, io le farei una cosa più leggera". Al modico prezzo di 200 euro. Più 80 per la visita.
"Ma un mio amico ha risolto in quest'altro modo, lei non può...?"
"Ah, no, ma quello è un metodo vecchio, inefficace e pericoloso".

Scopro poi che in realtà era solo un metodo meno costoso (e quindi meno remunerativo per lui) nonchè più efficace e meno invasivo, quindi abbandono la strada della medicina privata. Per il momento. Tengo il suo numero.

Mercoledì 25 marzo:
Decido di riprovare, con fare più minaccioso, all'ospedale. Ho una richiesta urgente di uno specialista, cazzo! Voi non siete nessuno per dire che invece non lo è.
Giro tutto l'ospedale, parlo con 3 dottori diversi, mi porto dietro un sempre più incredulo Tonino, fino ad arrivare ad uno che dice di potermi fare qualcosa. Emana un'aura divina mentre mi dice di potermi curare senza problemi.
"Ah, però questa richiesta è sbagliata. Dovrebbe farne un'altra. Sennò non posso far niente... Sa, problemi legali".

Venerdì 27 marzo:
Provo a tornare dal medico per gli immigrati per farmi fare la richiesta. Pur arrivando allo studio in pieno orario di ricevimento, se n'è già andato. Il ginecologo che invece è rimasto mi consiglia la guardia medica.

Sabato 28 marzo:
Mi alzo all'alba perchè il servizio di guardia medica è solo notturno (ok, in realtà non ho dormito per nulla, grazie a Kyle XY ed al suo splendido sorriso).
"Noi non possiamo far niente perchè non siamo il suo medico di famiglia. Però neanche il suo medico di famiglia può far nulla perchè è fuori provincia".
"Ah. E quindi??"
Faccio pena alle due poverette che rimangono lì a discutere di possibili soluzioni burocratiche per una buona mezz'ora, senza arrivare a nulla. Finchè interviene una terza e "Beh, non ti resta che tornare dal dottore che ti ha fatto la richiesta all'inizio e chiedergli di correggerla, fingendo di aver fatto un errore".

Lunedì 30 marzo:
Torno dal dottore, mi faccio cambiare la richiesta. E' stupito che ancora non mi abbiano fatto niente.
"Eh, pure io".

Martedì 31 marzo:
"Ma perchè è venuto da noi? Lei doveva andare da un'altra parte"
"Si, ma è lì che mi hanno detto di venire qui!"
"Ah. Ok, allora facciamo così, vada di sopra a parlare con loro, io intanto questa visita gliela faccio rimborsare".
Erano altri 16,32 euro. La prima dottoressa comprensiva che ho trovato. Il suo assistente era il dottore che Mercoledì 25 mi aveva detto di cambiare la richiesta. Lo fulmino con lo sguardo, ma mi sa che non sono il primo, ha già i capelli tutti elettrici, non è possibile che si sia pettinato così di sua spontanea volontà.
Di sopra, mi dicono che mi hanno già messo in lista, sarò operato al più presto. "Ah. ma io non lo sapevo". "Eh, l'avremmo avvertita noi". Si ma una mossa! E su!

Venerdì 1 aprile:
Decido di tornare con la coda fra le gambe alla medicina privata. Dottoressa Comprensiva mi aveva chiesto chi mi aveva visto e "Oh, ma lo conosco, è bravissimo!"
E di lei mi fido, una che ti fa restituire i soldi non può essere cattiva, penso.

"Salve... Si ricorda di me?" Chiedo per telefono, per intercalare più che altro. "Si, si, certo. Lei è quello che..." bla, bla, si ricordava sul serio. "Chiami Lunedì o venerdì per prendere appuntamento per l'operazione". Lui me la descrive come una cosa di 15 minuti in tutto con anestesia parziale fatta con una punturina "Tipo dal dentista". E' l'anestesia che mi convince del tutto, ho paura della totale e un ricordo terribile della spinale. Meglio pagare.

Lunedì 6 aprile:
Ehm... Mancanza mia. Dimentico di chiamare. Lo prendo per un segno dell'Asta Di Uno, quindi decido di andare comunque a fare la visita anestesiologica all'ospedale pubblico.

Giovedì 9 aprile:
Abituato agli orari della mia amena cittadina, mi presento con un'ora di ritardo, sicuro che dovrò fare ancora un'ora di fila prima che arrivi il mio turno (non ho mica tempo da perdere, io!)

"Ma è tardi! Ormai il sangue non lo portano più in laboratorio! Torni martedì!"
L'infermiera è pure molto stizzita, ci rimango male, sono abituato agli infermieri carini e simpatici che fanno da contraltare ai dottori stronzi. Evidentemente questa era la complementare di Dottoressa Comprensiva.
Di sopra, mi dicono che mi operano di lì a 3 giorni.
"Ehm, ma non ho fatto la visita anestesiologica"
"Ah. Allora rimandiamo al 29 aprile".
Mi convinco di non aver interpretato bene i segnali dell'Asta Di Uno, che quindi mi reindirizzava al privato.

Venerdì 10 aprile:
Chiamo tutto il giorno per farmi dare l'appuntamento, ma nessuno mi risponde. Mi convinco che l'Asta Di Uno in questo periodo funzioni male. O meglio, metto in discussione la mia posizione di Gran Sacerdote, non riesco più ad interpretare i segnali del mio dio.

Lunedì 13 aprile:
Finalmente ho un data: mi opero, pagante, il 24.

Martedì 14 aprile:
Alle 7 di mattina, in preda al sonno più pesante e ad una fase REM che perdurava nella veglia, decido di non andare a fare la visita anestesiologica, tanto ormai mi opero da privato, ho preso l'appuntamento, fanculo, infermiera stronza.

Mercoledì 22 aprile:
Mi richiama il mio amico, quello che mi aveva fatto capire di aver sta patologia.
"Amica, sono disperata! Non ho ancora risolto, dopo 3 operazioni".
Cado nello sconforto. Asta Di Uno, perchè mi hai abbandonato?

Venerdì 24 aprile:
Finalmente, mi opero. Sono abbastanza agitato, l'infermiera come da manuale è dolce e simpatica (e brutta e vecchia) e mi chiede se ho freddo, ma non capisco il perchè visto che se anche avessi risposto di si, non avrebbe avuto rimedi. L'anestesia fa un male cane, ma l'operazione dura 3 minuti netti.
Il dottore mi fa "Chi l'aveva vista a lei?" E io dico il suo nome, senza accorgermi che era lui. Mi accorgo di avere la prosopagnosia. A saperlo prima, l'avrei usata come scusa, invece di dirgli "Sa, le sono cresciuti i capelli dall'ultima volta". In effetti, nei miei ricordi era molto più somigliante ad Alfredo di Pushing Daisies.
Pago 120 euro, senza ricevuta. "Tra una 20ina di giorni torni a farsi vedere, vediamo come va. Il ritocco è compreso"
"Che ritocco?"
"Beh, l'operazione può non essere definitiva".
Ah. Incoraggiante. Se non altro è compreso, il "ritocco". Ma non credo che lo sarà la visita che mi farà per sapere se ne ho bisogno. Saranno altri 80 euro.

Venerdì 29 maggio:
E' passato un bel pò di tempo, avrei dovuto chiamare prima il dottore ma non ho avuto tempo (me ne sono anche scordato). Comincio ad avere delle paranoie, chiamo e mi dà appuntamento per il 5 giugno, una settimana dopo. Ovviamente faccio una gaffe al telefono: il dottore è un privato, e lavora in più posti diversi. Alla segretaria chiedo, ma dov'è che devo andare? E faccio il nome del primo posto dove il dottore mi aveva visitato. Lei rimane un paio di secondi impietrita, poi si fa una risatina isterica, poi con voce funerea mi dice: "No, da quest'altra parte". E lì ho capito che il dottore lavora in cliniche concorrenti.

Venerdì 5 giugno:
Ok, sto bene.
Il dottore: "Arrivederci"
E io: "Beh, magari da un'altra parte". E non mi ha neanche fatto pagare la visita!


A tutt'oggi, sono sotto pillole per un disturbo indefinito che esula da quanto descritto fin qui. Mah, sono troppo cagionevole. Il doc (dal Dantesco nome): "Ma non è che lei è un pò stressato?"

Eh.


"Non importa che ti ripeta 'posso farcela', perchè non puoi. E' come tendere tutti i muscoli aspettandosi un pugno allo stomaco... Poi all'ultimo minuto, la vita decide di dartelo sui denti" (finale Marvelliano, era dovuto).

venerdì 1 maggio 2009

Ormai internet mi ha trasformato in un dottore

Faccio diagnosi a destra e a manca. Pure al nostro pesce rosso nero (che non è un pesce milanista, è una sottospecie di pesce rosso di colore nero, chiamato Black Moore. Quello con la faccia a T, orrendo. E che mia sorella ha chiamato Brutus in onore a questa sua bruttezza, e alla propria originalità).
Sono settimane ormai che nuota in verticale e a dorso. Non credo voglia esplorare nuovi orizzonti (oddio, con la boccia 10x10 che si ritrova, sarebbe anche possibile), secondo noi a casa ha qualcosa che non va. Secondo mia madre è stitico "Guarda com'è gonfio, secondo me basta prenderlo per la pancia e strizzarlo un pò, così la fa e poi sta bene", secondo mia sorella ogni tanto diventa rosa (in effetti ho notato anche io che è un pesce cangiante. Magari è passato pure lui all'altra sponda??).

Prendo e vado in internet (questa infinita fonte di cultura e di sapere, per cui ogni cretino come me crede di saperne di più di qualsiasi dottore) e diagnostico al pesce 3 malattie diverse: Viremia, Peste Rossa e Idropisia. L'ultima è mortale e infettiva, ma visto che l'altro pesce rosso (è un pesce rosso rosso, normale) è uno stronzo che non gli dà tregua da quando sta male, se si ammala pure lui gli ci sta anche bene.
Dopo tanto tempo, un nuovo sondaggio.


"Insomma, Sammy, che te ne importa! Sono solo pesci!" (finale Marvelliano, era dovuto)

domenica 26 aprile 2009

L'attore famoso e la prosopagnosia

Perchè non mi ero accorto prima di aver pomiciato con un attore (quasi) famoso? Pur avendolo già visto in più di qualche film?
Ieri sera mi metto a vedere un film con Typhoid e altri (visto che non sono sicuro della manifesta omosessualità dell'interprete principale, ometto i sostantivi propri), un film bruttino in verità, ma scherzando ci diciamo di guardarlo perchè "Il protagonista è figo".
Poi ho un Barry Allen (un Flash!), quando mi dicono il nome: "Ma io con quello ci ho pomiciato!" Anni fa, dietro il bancone del bar dell'unica discoteca gay umbra (ora fallita), il Superbia, mi baciò ringraziandomi di avergli offerto una birra (e capirai, mica le pagavo, potevo far bere gratis chiunque. Infatti quella sera pomiciai con diverse persone, compreso Massimiliano il cubista bonissimo, la persona che mi ha dato il bacio peggiore della mia vita).

Lasciamo le divagazioni fra parentesi e concentriamoci sul problema principale: Io non riconosco mai nessuno. MAI. E lavorando in un bar, questo problema diventa pesante: gente che mi saluta amichevolmente, vecchi che sparano nomi a casaccio sicuri ch'io sappia di chi parlano ("Io pago 'na consumazion 'tal' Cencio"), gente mai vista che mi chiede "Il solito". In palestra, non so mai chi salutare e chi no, non so con chi ho scambiato una parola la volta prima, chi mi ha aiutato ad alzare i pesi, chi ho spiato sotto la doccia (oddio, quest'ultima cosa è più rara. Direi che se uno mi piace, me lo ricordo anche. Ma solo se la ma mente gli ha affibbiato un soprannome: Pelatone, Piazza di Spagna, Inarrivabile, Pickwick, Jonzino et cetera rimarranno a lungo impressi nella mia corteccia cerebrale. Credo). In facoltà, dio ce ne scampi. Fino ad arrivare, venerdì, data dell'operazione (si, mi sono operato!) al dottore che mi chiede: "Lei chi l'aveva visitata?" E, alla mia risposta, lui che mi guarda come fossi cretino: "Ma sono io." "Ah... Le sono cresciuti i capelli" è stata la prima scusa che mi è venuta in mente.
Ora, indagando su quella fonte autorevole che è wikipedia (ma in realtà sono andato a cercare fra le ricerche dell'Università di Harvard, di wikipedia non mi fido affatto) ho scoperto che la mia è una patologia piuttosto comune: la PROSOPAGNOSIA
Si tratta di un deficit percettivo del sistema nervoso centrale che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere correttamente i volti delle persone (evviva il copia&incolla).
Ed ecco finalmente spiegato perchè, quando guardo un film, non riesco a distinguere i protagonisti se hanno tutti lo stesso colore di capelli (l'Asta Di Uno benidica chi ha imposto che i personaggi dei cartoni animati dovessero vestire sempre allo stesso modo).
Ed ecco finalmente spiegato perchè, ogni volta che qualcuno mi ferma dicendo "Ma ciao!! Quanto tempo che non ci si vede!!!" Io rimango impietrito senza sapere chi cazzo sia questo che ho qui davanti.

Comunque, resta il fatto che ho pomiciato con un attore famoso. E bono.

venerdì 13 marzo 2009

Io e la sanità italiana. E il crollo della teoria per cui odio i vecchi.




Bellissimo l'ospedale. Un'opera d'arte. Vetri a specchio, full-colored, la parete acquatica (la voglio nella mia futura casa!!!), proprio un bel lavoro. Se poi funzionasse anche, sarebbe il top.

Ho un problema di salute. Niente di grave, eh, però essendo ipocondriaco (non capisco perchè la Smy fosse stupita di questo fatto) e tendente alla depressione, ovviamente (nonchè maniaco dell'ovviamente, una parola che mi piace troppo usare, come anche le parentesi) mi ha buttato giù. Questo, di suo, solo per il fatto che ho questo problema.
Poi, c'è tutto il contorno. E' un mese che giro come una trottola (nel frattempo mi sono pure sfasciato una gamba. Piccolo OT: finalmente posso parlare sul blog anche di ciò che scrivo su Facebook. Ho fatto coming out con LaFrangia, vecchia compagna delle elementari! Ora, riprendete a leggere da: come una trottola -->) da un posto all'altro, da un ambulatorio all'altro, da un dottore scaricabarile ad un altro, e sono arrivato alla conclusione che:

1)Questa patologia è ovviamente nata con me.
2)I medici sono tutti degli stronzi.
3)Gli infermieri, consci della 2), sono tutti gentilissimi, da contraltare.

Allora, il risultato di un mese di giri, di paranoie, di tempo perso che avrei potuto usare molto più costruttivamente (ok, lo avrei passato su FaceBook probabilmente...) è stato che si sa benissimo cosa ho, non si sa quale sia il dottore deputato ad occuparsene, non si sa a quale branca specialistica devo chiedere, non hanno gli strumenti per fare certi tipi di cure, quindi mi operano. Ho dovuto richiedere la visita anestesiologica, e quello che doveva essere un lieve intervente ambulatoriale urgente è diventata una visita preliminare il 9 aprile. Fortuna che era urgente...

Depresso e ovviamente convinto che rimarrò sul tavolo operatorio stroncato da un'anestesia troppo invasiva, sono salito sull'autobus, dove un vecchietto sui 75 anni, (anche 74, via, non vorrei esagerare) ha cominciato a guardarmi in modo strano, e quando son sceso alla stazione si è avvicinato e mi ha chiesto se mi andava di andare a fare un giro con lui. 
Eppure son così fiero della mia patina esterna di eterosessualità. Mah. L'avrà capito dal fatto che non mi sono alzato a spaccargli la faccia mentre mi guardava? Mi è servito a ritirarmi su il morale. E mi è servita anche la vecchiettina che ho incontrato dopo, alla fermata del bus, che ha spiegato a 4 persone diverse come funzionavano gli autobus dopo la "rimodernizzazione" (è un casino orribile, non so come faceva sta vecchiarella a saper tutte ste cose: Non avrei detto neanche che fosse viva prima, a guardarla lì ferma in quel modo, dietro quegli occhiali da sole marroni di dubbio gusto). Un gesto di buonsamaritanismo che mi è piaciuto e che ho ripetuto poco dopo anche io, guidando un frate verso il bus più consono verso l'ospedale (e non c'entra il fatto che il frate era un gran figo, sui 30 anni al max, muscoloso, barba, capelli a metà fra rasato/spazzola).
Poi però quando sono salito sull'autobus, non ho continuato cedendo il posto ai vecchi che erano vicino a me. Magari non li odio, ma mi stan sempre cordialmente sul cazzo (come mi disse Chiara Iezzi, sorella di Paola parlando della Littizzetto). E poi oh, io fino a ieri portavo le stampelle.


"Sono un medico. Come te. E ho fatto un giuramento. Pensa a tutto ciò che hai fatto, Cecilia. Sei un chirurgo. E sai cosa questo vuole dire. Coraggio. Nervi d'acciaio. Sicurezza di sè. Autocontrollo. Come Dio, hai delle vite nelle tue mani. Usa queste tue capacità. Il talento che ne è alla base. E usali a tuo vantaggio. Sii un chirurgo" (finale Marvelliano, era dovuto)

venerdì 14 marzo 2008

La sindrome di Calimero

Qualche settimana fa ho scoperto di essere un potenziale portatore della cosiddetta "Sindrome di Calimero".
Detta patologia si manifesta in questo modo: iperreatività estrema, sul presupposto che ogni critica o cosa che tocchi una persona sia diretta e mirata in ragione della sua espressione di personalità.
Ovvio in primis che sia inflazionata soprattutto fra gli omosessuali, che magari si vedono attaccati spesso non a fronte di quello che fanno o dicono ma a fronte di ciò che sono...

Tutto è nato da una (creduta) censura da parte dei moderatori su un forum al quale sono iscritto: io e una ragazza lesbica parlavamo delle nostre preferenze sessuali, e alcune frasi sono state cancellate. Lei è partita in quarta facendo nascere una discussione enorme sul forum, che si è risolta poi col chiarimento che non si aveva traccia di omofobia... Solo che la nostra enorme volgarità aveva osato mettere in un post la parola PIPINO, è questo è assolutamente inaccetabile (certo, la morale comune infatti mazzuola tutte le persone che usano detta parola. Mi scuso anche per le persone che possono essersi offese leggendola).

Io da parte mia comunque, ho scritto dei post lunghissimi pieni di osservazioni e acidate... Finchè alla fine non ho capito che il tutto aveva un tono molto più leggero di quello che pensavo, e che... Beh, la mia reazione era stata di iperreattività estrema, e che mi sentivo punto sul vivo, nel pieno della mia personalità, quando invece la moderazione degli amministratori del forum aveva mire diverse.

La morale di tutto ciò, è che sono andato a ripensare a qualcuna (ripeto QUALCUNA) delle mie vecchie discussioni con amici e non, e ho risolto che a volte questa mia "Sindrome di Calimero" mi ha fatto uscire dai binari e parlare a sproposito. Sinceramente, è successo pochissime volte, però è successo. Sono leggermente Calimeriano.

Posto questo video che sicuramente farà sobbalzare qualcuno per il colpo di scena finale che svela la verità sul Pulcino Nero:



...Non ve l'aspettavate, vero?? (finale Marvelliano, era dovuto).